Lo Sciacallo - Nightcrawler


E' matematico. E' stato scientificamente provato che, almeno una volta all'anno (ma a me succede anche più spesso), esca un film al cinema, la gente dopo averlo visto grida al miracolo, e tu, incuriosito come una scimmia, per varie peripezie e sfighe non riuscirai a vederlo per dei mesi.
Rimanendo con un dubbio atroce.
Ti fai mille storie in testa, su come potrebbe essere, come non dovrebbe essere, e questo finisce sempre per rovinarti l'effetto sorpresa del film. 
Lo Sciacallo, insieme a Big Eyes, sono riusciti a fare questa fine nel giro di due mesi, e ad essere i grandi sfigati del 2015.

Lou è un ladro che per sopravvivere ruba oggetti rivendendoli a terzi. Stanco di condurre questo tipo di vita, decide di trovarsi un lavoro, ma un po' per il suo sguardo da psicopatico un po' perché, appunto, è un ladro, nessuno lo assume.
Una notte si ritrova casualmente sul luogo di un incidente, e fa caso ai cameramen che stavano riprendendo l'accaduto. Lou è tutt'altro che stupido. Inizia a studiare tutto ciò che c'è da sapere sul mondo dei reporter con le varie inquadrature e si lancia in questa nuova avventura con la speranza di aver trovato il proprio posto.
La cosa, però, finisce per sfuggirgli di mano.


Immaginatevi una lugubre Los Angeles di notte, Jake Gyllenhaal che scorrazza per le strade con lo sguardo spiritato, ed il gioco è fatto.
Era da un po' di tempo che Jake non combinava qualcosa di buono, ma in realtà nemmeno troppo ripensandoci, solo qualche anno fa ha fatto il bellissimo Source Code, successivamente il magnifico Prisoners, e dopo ancora Enemy (che però non ho avuto l'onore di vedere perché ovviamente in Italia non è uscito). Quindi no, dire che era da un po' che non si faceva vedere non è del tutto giusto, e posso anche dire che ogni volta che esce con qualcosa di nuovo, non tarda a stupire.
Non posso nascondere che per Jake io abbia un debole fin dai tempi di Donnie Darko. Per quanto quel film possa non essere un capolavoro a conti fatti, per me lo è stato, ed è stato una finestra sul cinema e, come tanti altri film che non si trovano nemmeno lontanamente sulla lista dei film migliori, continuerà a piacermi e a non annoiarmi mai. Che poi è quella la cosa più importante.
Jake è un po' cosí, lui non annoia mai ed è sempre strabiliante.
In questo caso, in alcune scene, mi ha ricordato davvero tanto il Jake di Donnie. Il suo personaggio non è solo quello di un ragazzo alla ricerca di un lavoro, non è nemmeno solo quello di un ladro che si mantiene rubando, ma è invece quello di uno psicopatico con la mania del controllo e ossessionato dal voler sempre ottenere ciò che vuole, ad ogni costo. Come ogni psicopatico che si rispetti, Lou è anche tremendamente intelligente, tanto da essere sempre super informato su tutto ciò che deve sapere. E, per ultima cosa, ha una faccia tosta incredibile, ma questo non si impara da nessuna parte.
Adesso, non prendetemi per pazza, ma ho trovato una somiglianza terribile con il protagonista di un videogioco (un fantasmino) al quale giocavo quando ero piccola (lo trovate in foto).
Si, adesso potete capire molte cose.
Fantasmino a parte, e cercando di tornare seri, questo film è riuscito a stupirmi malgrado le tante voci che si sono sentite in giro in questi mesi e devo proprio dire che Jake è stato la chiave di tutto.
Dan Gilory, il regista di questo brillante titolo, ha fatto il suo esordio proprio con questo film nel ruolo di regista, inoltre ad averlo anche sceneggiato. Non capita tutti i giorni di dirigere per la prima volta un film e avere questo successo in una volta sola.
Come ogni thriller che si rispetti, questo film ha svariati colpi di scena, dall'altro lato ho trovato però che alcuni momenti transitori fossero troppo ripetitivi e ho avuto il sentore che volessero far perdere un po' di tempo.
Ricapitolando; un film che alla prima visione fa moltissimo effetto, ma che non riguarderei mai una seconda volta. Non avendo (quasi) niente di particolare, non spinge il pubblico a vederlo una seconda volta, cosa che io invece faccio spesso. Gli manca qualcosa, quel tocco di originalità che fa la differenza. La performance da brivido di Jake è forse il vero fiore all'occhiello del regista. Ma senza di lui, cosa ne sarebbe venuto fuori?

Valutazione:


Commenti

  1. "Donnie Darko" è stato un must adolescenziale anche per me, quindi ti capisco ^^' e questo film fa pure parte delle mie sfighe, perché fra una roba e l'altra non sono ancora riuscito a vederlo. Dovrò rimediare...
    Di "Enemy" ti informo che è tratto dal bel romanzo "L'uomo duplicato" di Josè Saramago. Dacci una letta prima di vederlo ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sembra destino con questo film xD anche altre persone che conosco lo devono ancora vedere!
      Di Enemy sapevo del romanzo, ma ho sentito dire che Jake è stato di nuovo molto bravo quindi volevo vedere il film ^^ di roba da leggere ne ho tantissima ed è inversamente proporzionale al tempo disponibile.

      Elimina
    2. Capisco. Noi lettori non abbiamo mai abbastanza tempo XD

      Elimina
  2. A me ha convinto parecchio, anche per il suo essere un'analisi spietata sui new media...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, quella è una parte impressionante che ha colpito anche me! Mentre lo guardavo ho pensato a cosa sta dietro alle disgrazie della gente e mi sono venuti i brividi.

      Elimina
  3. Film bellissimo tre robottini pochi pochi, io sarei stato sui 4 e mezzo anche cinque... Lo vidi in sala il giorno della sua uscita, da solo. Se avessi avuto le unghie sarebbero rimaste attaccate lì sulla poltrona

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Probabilmente se l'avessi visto in sala avrebbe fatto lo stesso effeto anche a me, ma avendolo visto a casa mia non mi ha fatto provare tutto questo parhos! L'unica cosa che mi ha davvero smossa è stato Jake.

      Elimina

Posta un commento