Il Diritto di Contare


Virginia, anni Sessanta. Per legge, vige la separazione degli spazi pubblici tra neri e bianchi. Tre donne brillanti e di colore lavorano alla NASA e, col tempo, daranno il loro prezioso contributo al processo che portò il primo uomo sulla Luna.

Black Women's Power!
Poteva mancare un tema del genere alla serata degli Oscar? Certo che no, e ormai non sorprende più.
Niente di nuovo all'orizzonte; altra storia molto piacevole (proprio perché vera) rimasta fino ad oggi dietro le quinte. Come ogni anno, è una di quelle visioni piacevoli e facilmente dimenticabili e, come ogni anno, il tema mi fa montare un nervoso incredibile, centrando in pieno.
C'è talmente poco da dire, che mi chiedo anche cosa ci faccia candidato insieme a certi altri film, se non fosse per il tema sempreverde.


Tanto lungo da sembrare ripetitivo; a metà visione mi chiedevo cos'altro volesse ancora raccontare. La prima sequenza completamente superflua era solo un campanello d'allarme, perché infatti il film è pieno di dettagli contestuali evitabilissimi e non utili ai fini della narrazione.
L'unica nota positiva che ritrovo ogni anno in questo tipo di film è che lasciano in bocca un ricercato senso di amarezza. Mi chiedo come fosse possibile che l'uomo fosse tanto ignorante ed automaticamente fa pensare a situazioni non troppo lontane dal nostro presente, se non nel presente stesso. Sono sempre validi spunti di riflessione, e penso anche all'insegnamento, sarebbero validi strumenti d'istruzione nei licei, in cui la storia anche a me appariva lontana e impossibile, mentre invece basta un film per farti capire che si tratta della realtà, per quanto impensabile. Certe, troppe cose non ci sono sui libri di testo.
Ciò però non toglie il fatto che sia un film mediocre e prevedibile (fatti storici a parte), con molto da raccontare, forse troppo, forse perché non ha saputo farlo dosando i contenuti, fatto sta che rimane la solita americanata alla ricerca di un Oscar e nulla di più.


Hanno poi sentito il bisogno irrefrenabile di colmare gli immensi vuoti del film con una moltitudine di nomi ingiustificabile e che, naturalmente, non ha aiutato a migliorare la situazione. Oltre alle tre attrici principali (che quest'anno hanno due candidature) troviamo un Kevin Costner decisamente fiacco, una Kristen Dunst che passa quasi inosservata, e, non ultimo, Jim Parsons, che, per quanto mi stia simpatico, credo sia buono proprio solo per interpretare Sheldon.
Salvano la situazione in corner Taraji Henson e Octavia Spencer entrambe centrate ma per niente memorabili e, di sicuro, non degne di quell'Oscar. Taraji qui è anche riuscita finalmente a togliermi quella sensazione sinistra che ho sempre avuto nei suoi confronti, esternando del potenziale.
Ma tutto ciò non pesa affatto, perché fin dall'inizio ho avuto la sensazione che fosse uno di quei tanti film che ogni anno vengono candidati "per far numero" e che non rimarranno agli atti né tanto meno nei ricordi di qualcuno. Piacevole nel complesso, questo è certo, ma non va oltre.

Commenti

  1. Sai che io la guardavo e dicevo: ma questa è o non è la Dunst?
    Film molto carino, senz'altro, ma non l'avrei considerato per nessuna candidatura. Si riflette, si sorride, ma manca il mordente.

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    1. Esatto xD me lo chiedevo anche io e poi sono andata a controllare perché stavo impazzendo, mi sembrava impossibile avesse una parte tanto insignificante.
      Manca proprio qualcosa di fondamentale, è una visione piacevole e nel complesso si è conquistato la sufficienza arrancando.

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  2. Non un film da Oscar ma comunque un film importantissimo che fa ancora riflettere: di fatto, questione razziale a parte (ma ne se può parlare...) quanto è cambiato il mondo del lavoro per una donna oggi? Sono molto contenta che venga distribuito anche in Italia e proprio in occasione della festa della donna perché è una pellicola gradevolissima che merita di essere vista :)

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    1. Non lo definirei importantissimo. La tematica ce l'ha esattamente come molti altri film che a pari livello hanno dato molto di più. Ciò che davvero ho gradito è che parla di un dettaglio poco conosciuto, io per prima non ero assolutamente al corrente della cosa, e in generale della NASA so ben poco.
      Ha i suoi enormi problemi nella narrazione che io forse avendo pagato il biglietto non avrei digerito.

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