Glow - Prima stagione


1985. Ruth è un'aspirante attrice di Los Angeles che, non riuscendo a mettere in moto la sua carriera, accetta di partecipare ai provini per una nuova serie televisiva sul wrestling femminile. La proposta appare subito un po' eccentrica e dalle idee molto confuse del regista Sam Sylvia, ma Ruth prende l'allenamento per l'episodio pilota molto seriamente, mettendoci tutta se stessa, e dovrà inoltre, tra un allenamento e l'altro, vedersela con l'astio della sua ex migliore amica dopo essere andata a letto con il marito.

Serie comica Netflix tutta al femminile e con un piacevolissimo clima anni Ottanta, Glow è stata la novità della primavera appena passata e non ha esitato a far parlare di sé.


Stavo cercando qualcosa di poco impegnativo, visto il periodo di fuoco degli ultimi due mesi, e così decisi di darle una possibilità visti anche i tanti giudizi positivi. Ho trovato che i primi episodi avessero un inizio accattivante, i personaggi venivano approfonditi e venivano specificati i nodi principali della trama. Ma già dal quarto episodio (su 10) la situazione è cambiata, la trama non ha preso una svolta, risultando abbastanza noiosa. 
Il punto è che è diversa dalle solite serie comiche a cui siamo abituati, perché Glow, che comunque mischia commedia e dramma, ha più la struttura di un film, proprio perché racconta una storia lineare senza la struttura comica/tormentone che si ripete ad ogni episodio. Non è certo la prima serie comica ad essere fatta in questo modo, Atlanta, ad esempio, pur essendo un tipo di commedia diversa, non presenta una struttura ricorrente ma nemmeno segue una trama lineare come Glow, e quindi era perfetta per essere prodotta ad episodi, ma, per i miei gusti, se Glow fosse stato un film, come poi appare, semplicemente diviso in 10 parti da 35 minuti l'uno, non mi sarebbe piaciuto e in generale non sarebbe stato un bel film.


L'unica motivazione per cui possiamo chiamare Glow una serie televisiva è perché diamo per scontato che ci saranno altre stagioni, che magari riusciranno a dare maggior senso a questa prima, al cui interno mancavano completamente dei momenti di sviluppo coinvolgenti. A malapena dieci episodi sono bastati a delineare il personaggio della protagonista Ruth e della sua amica/nemica per la pelle, ma ho trovato tutti gli altri personaggi troppo abbozzati e con storie (che poi fanno da sotto trama) davvero poco interessanti.
Bella colonna sonora, bella fotografia, bello il salto negli anni '80 e l'interpretazione di Alison Bire, ma non ho trovato carattere ed una motivazione che mi spinga a vedere la seconda stagione. Mi aspettavo qualcosa in più.


Commenti

  1. Concordo con te. Carina, la Brie meravigliosa, ma sostanzialmente inutile.

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    1. Non volevo giungere ad utilizzare quel termine, ma calza a pennello.

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  2. Troppo poco wrestling, per una serie sul wrestling ;-) Cheers

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    1. Si, hai ragione, anche se sinceramente quelle poche scene le ho trovate un po' ridicole.

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  3. A me invece ha divertito ed esaltato parecchio. Sarà che le mie aspettative per una serie sul wrestling erano davvero basse, ma mi ha sorpreso in positivo. :)

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    1. Dato che Netflix sta facendo cose notevoli, viste le recensioni mi aspettavo un'altra cosa. Sono rimansta davvero delusa.

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